Cos’è la meditazione

Dal mio punto di vista il modo migliore per comprendere cos’è la meditazione è ricordare il significato della parola tibetana “gom” che significa appunto meditazione. “Gom” vuole dire “familiarizzare la mente” o in altre parole “abituare la mente” a qualcosa.

Se osserviamo onestamente, attraverso l’esperienza diretta, probabilmente scopriamo che nella nostra mente ci sono molti pensieri abitudinari e ripetitivi ai quali tendiamo ad aggrapparci e che ci appaiono particolarmente “veri”. Ripetetendoli frequentemente diventano abitudini in grado di presentarsi automaticamente nelle situazioni più diverse. Per quella che è la mia esperienza alcuni dei pensieri più abitudinari e radicati nel nostro tempo sono per esempio le convinzioni di essere sbagliati o inadeguati che poi ritroviamo alla base dell’ansietà.

Quindi la mente funziona per abitudini ed è proprio sulla sua capacità di abituarsi che funziona anche la meditazione. La scienza moderna ha poi scoperto che nel cervello le connessioni neuronali sinaptiche, attivandosi sempre allo stesso modo a causa di pensieri reiterati sempre uguali, attivano continuamente certe aree del cervello creando gli automatismi di pensiero.

Il Buddha 2500 anni fa sulla base della sua esperienza meditativa diceva nel sutra “Sui due generi di pensiero”: “Ciò a cui frequentemente pensiamo, quella diventa l’inclinazione della mente”.

Ma al contrario delle abitudini spesso controproducenti acquisite nel corso della vita, in meditazione  la mente si abitua a pensare e utilizzare frequentemente, fino a farle sorgere spontaneamente, quelle qualità che si ritengono utili per stare bene nella vita, nella relazione con se stessi, con gli altri e con l’ambiente. In particolare si medita o si familiarizza la mente per incrementare la capacità concentrativa, le qualità dell’amore, della compassione, dell’equilibrio interiore, la capacità di percepire profondamente la natura della realtà e quindi in definitiva “chi siamo” e “qual’è il significato”, la capacità di uscire dal sequestro dei pensieri ossessivi e dell’ego.

Queste sono alcune delle potenzialità della mente che si coltivano e incrementano con la familiarizzazione meditativa e il modo per familiarizzare è semplicemente quello di ripetere più e più volte le stesse cose.

Mi sento di affermare che, anche quando si decide di meditare su qualcosa di mistico o trascendentale, si stia semplicemente rafforzando l’idea che qualcosa di mistico o trascendentale sia vero e reale e meditando si familiarizza la mente con quella credenza facendola diventare una convinzione sempre più profonda e radicata.

Ad ogni modo credo che in definitiva la discriminante per definire utile una meditazione sia semplicemente il fatto che contribuisca a farci stare meglio nella vita, più liberi dalla paura, sereni e a nostro agio possibilmente anche nelle situazioni più difficili.

Nanni Deambrogio